Messer Micheletto Attendolo

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Personaggio Storico: Messer Micheletto Attendolo

Nome: Michele Tartari

Ruolo: Cavaliere

Araldica: D’azzurro, al leone d’oro, lampassato di
rosso, tenente con le branche antenori un ramo di
cotogno tagliato e fruttifero d’oro.

Cimiero: un dragone alato con testa umana
barbuta, baffuta e crinita, collo crestato, e coda
attortigliata, tenente con gli artigli un grande anello.

Motto: Fragrantia durat herculea capta manu

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Biografia

1370 – 1463 (Febbraio)

Michele Attendolo, anche noto come Micheletto Attendolo o Micheletto da Cotignola (Cotignola, 1370 circa – Pozzolo Formigaro, Febbraio 1463), fu signore di Acquapendente, Potenza, Alianello, Castelfranco Veneto, Pozzolo Formigaro.

Micheletto Attendolo iniziò la propria carriera militare nella compagnia d’arme di S. Giorgio d’Alberico da Barbiano che lo raffina nell’uso delle armi e nella tecnica militare.

Nel 1388 militò al servizio di Alberto d’Este in una compagnia di 15 lance assieme al fratello Lorenzo ed ai cugini Bosio e Muzio Attendolo. Dopo quattro anni lasciò con Muzio gli stipendi degli estensi per seguire Alberico da Barbiano prima nel regno di Napoli poi a Milano. Nel decennio 1398-1408 militò al servizio di Firenze.

Nel 1408 tornò al servizio degli estensi, ed al soldo di Niccolò III contrastò le milizie del signore di Parma Ottobono Terzi. Dopo essere stato catturato, imprigionato e torturato per diversi mesi, nel 1409 riuscì a fuggire ed a ricongiungersi con Muzio. Lo stesso anno assieme al cugino uccise Ottobono Terzi nei pressi di Rubiera, dove il signore di Parma si era recato per un colloquio di pace con gli estensi.

Nel trentennio 1410-1440 militò principalmente al servizio della Chiesa, della Repubblica di Firenze e del regno di Napoli e durante questo periodo si distinse per le proprie abilità di comando.

Nel 1441 stipulò una ferma con la Repubblica di Venezia e venne nominato Capitano Generale. Micheletto Attendolo guidò l’armate della Serenissima fino al 1447, anno in cui fu sconfitto dai Milanesi durante la conquista di Lecco. A seguito della sconfitta venne rimosso dal comando e confinato a Conegliano.

Morì a Pozzolo Formigaro nel Febbraio 1463.

Citazioni dedicate a Micheletto Attendolo

“Rei militaris scientissimus.” SIMONETTA

“Uno de’ più famosi guerrieri del suo tempo.” LOSCHI

“Praestantem in armis ductorem..Viri fortissimi.” CRIVELLI

“Capitano d’inveterara esperienza nell’armi.” SPINO

“Nostro capitaneo generale qui in hanc usque etatem semper omnibus summa fide, commendabili literque servivit.” OSIO

“Veteranus et prudens ductor.” SANT’ANTONINO

“Illustrissimo capitano..che mai al suo tempo contrafé la sua fede.” BROGLIO

“Soldato esperto e prudente, per quasi tre decenni fu uno dei condottieri di maggior vaglia nel panorama militare italiano.” N. CAPPONI

“Nel XV secolo la compagnia di Micheletto degli Attendoli, in venticinque anni di onorata attività sui campi di battaglia, impiega cinquecentododici condottieri. Di essi ne muoiono venticinque, il che significa una media di un condottiero all’anno e, per di più dieci di essi muoiono di morte naturale.” BALESTRACCI